"Erased by the light" di Miles Johnston
A
che prezzo sto pagando l'affrancarmi dalla dipendenza da una droga? Con
un'altra droga: il ricambio dopaminico dato dai social.
L'ultima
settimana è passata (volata via, come dodici anni volano via in un
battito di ciglia) fra me che smanettavo al PC - tentando nei ritagli di
tempo di seguire la lettura di Ten arguments for deleting your social media accounts right now - e X "isolato in se stesso", per via di questa mia nuova fissazione, magari intagliando qualcosa, magari andando altrove.
E
così penso di star facendo qualcosa di buono per la nostra vita, ma sto
solo slittando in un altro modo per renderla deprecabile e solitaria.
Dov'è
il futuro? Dio, se solo ci fosse il futuro che sembrava esserci quando
sono partita da lì. Non essendo cambiata se non di un millimetro, ogni
giorno è illuminato dalla fioca luce bluastra dell'assenza di emozioni.
Sono tinta di blu. Lacrimo nel blu, lacrime di tintura blu,
indistinguibili come un gocciolare nel mare.
O forse sono diventata un robot. Non facciamone un dramma.
Povero Pavese.
Ripenso al prima in questi termini:
nei termini di un villaggio stinto del biancore di un giorno fosco d'una
estate fosca di scirocco. Da quel villaggio sono fuggita lasciando
tutto. Ma non ho più radici né lì, né qui - non sono riuscita a metterle
qui.
Il mio cuore era sepolto in quella terra da molto prima che tentassi di lasciarla.



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